Casa Amatller

Casa Amatller, Barcellona

Scrivi un commento per primo / di Alessandra Sanna / aggiornato: 10 Settembre 2018

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Casa Amatller è stata la prima delle case moderniste del Passeig de Gràcia: situata a fianco della più celebre Casa Batlló di Gaudí, compone, insieme alla Casa Lleó Morera (opera dell’altro grande architetto del modernismo catalano, Lluís Domènech i Montaner) la celebre manzana de la discordia di Barcellona.

Aperta regolarmente al pubblico dal 2014, Casa Amatller è fra i pochissimi edifici modernisti a conservare gli arredamenti dell’epoca, consentendo ai visitatori di poter comprendere com’era lo stile di vita di una famiglia borghese barcellonese all’inizio del XX secolo.

La manzana de la discordia è un gioco di parole sul significato di manzana, che in spagnolo significa sia mela che isolato, offrendo un ironico riferimento al pomo della discordia della mitologia greca.

Storia dell’edificio

L’edificio originale risale al 1875, ed aveva un aspetto tipicamente neoclassico.

Nel 1898 il palazzo viene comprato dall’industriale del cioccolato Antoni Amatller, che incaricò l’architetto Josep Puig i Cadafalch di rimodellare il palazzo per farne un’unica abitazione.

L’architetto catalano, poco più che trentenne, ideò e portò a termine un progetto molto innovativo per l’epoca, con una sua personalissima interpretazione del gotico catalano, riletta in chiave modernista. Con la collaborazione di diverse maestranze artigiane, Puig i Cadafalch ristrutturò l’intero edificio in circa 2 anni, dando alla città di Barcellona la prima delle tre case che compongono la famosissima manzana de la discordia.

La rimodellazione di Casa Amatller costituisce una prima trasformazione radicale del piano di sviluppo dell’Eixample: per la prima volta gli schemi neoclassici basati sulla simmetria e sulla regolarità vengono stravolti completamente, superando il limite di 22 metri d’altezza imposta dal regolamento urbano, e marcando così l’irruzione del modernismo nell’Eixample di Barcellona.

Cosa vedere

La facciata

Considerata un gioiello dell’arte decorativa, la facciata colpisce per i suoi colori caldi, uniti ad una serie di decorazioni scultoree dal ricco simbolismo, con diversi temi tipici del gotico e del folklore catalano.

La grande finestra sul piano nobile a destra, ricorda quella della cappella di Sant Jordi nel palazzo della Generalitat; sulla porta d’accesso invece è rappresentato un altro elemento tipico del folklore catalano: la figura in pietra di Sant Jordi (San Giorgio) che uccide il drago, opera di Eusebi Arnau.

Da notare anche le altre finestre del pianterreno, ispirate allo stile gotico catalano delle antiche case di campagna.

All’altezza del piano nobile le sculture delle finestre ricreano creature fantastiche e grottesche, caratteristiche di palazzi e chiese gotiche.

Altri riferimenti sono relazionati al nome della famiglia: amatller in catalano vuol dire mandorla, rappresentata da motivi a forma di fiori di mandorlo con delle A maiuscole nel mezzo.

Pianterreno

Interni casa Amatller
Le modifiche di Puig i Cadafalch comportano un’ampia serie di cambiamenti sostanziali nell’interno dell’edificio.

Il riordino degli spazi nel pianterreno sopprimono uno dei locali commerciali preesistenti, a vantaggio delle necessità dell’appartamento superiore, convertendo la parte verso la strada in un vestibolo d’entrata al palazzo.

Qui l’architetto realizza uno spazio signorile, con eleganti ceramiche sivigliane, una grande porta a vetri che conduceva alla rimessa delle auto, la cucina del piano principale e le abitazioni della servitù.

Alla destra si può invece entrare nel patio interno della casa, simile a quelli visibili nei palazzi di Carrer Montcada, con la scalinata che conduce al piano nobile della casa, coperta da uno spettacolare lucernario di vetro colorato e ferro battuto.

Piano nobile

Il piano nobile contiene le parti più interessanti di Casa Amatller: oltre alla bellezza architettonica delle decorazioni dei vari ambienti, buona parte dei mobili sono quelli originali dell’epoca, offrendo uno sguardo sulla vita di una ricca famiglia borghese nella Barcellona dei primi del ‘900.

Fra le varie stanze visitabili sono da sottolineare le due camere da letto, del padre (Antoni Amatller si separò da sua moglie nel 1877), e della figlia, entrambe riccamente decorate con sculture allegoriche dedicate alle varie passioni del padre nella prima e alle virtù femminili nella seconda.

Il salone rappresenta al meglio una delle passioni di Antoni Amatller, conservando la sua collezione archeologica di oggetti in vetro, disposti in vetrine progettate appositamente. A completare il percorso ci sono i bagni, la cucina e i corridoi, tutti riccamente decorati.

Informazioni pratiche

Data la particolare delicatezza degli oggetti e dei pavimenti di Casa Amatller, è possibile effettuare la visita con alcuni accorgimenti: all’ingresso vengono fornite delle pattine da indossare sotto le suole, per poter camminare sui pavimenti, inoltre è proibito in ogni caso l’ingresso con tacchi a spillo, bastoni da passeggio, o stampelle, che andranno lasciati nel guardaroba.

A richiesta sono disponibili delle carrozzine. È possibile fare delle fotografie, a condizione di non utilizzare il flash.

Dove si trova e come arrivare

Casa Amatller si trova sul Passeig de Gràcia, al numero 41.

La fermata più vicina della metro è quella omonima di Passeig de Gràcia (linee 2, 3 e 4).

Con il bus turístic si può scendere alla fermata di Casa Batlló – Fundació Antoni Tapies, in comune con le linee rossa e blu.

Orari

Casa Amatller è aperta tutti i giorni della settimana, dalle 11:00 alle 18:00.

Le visite al palazzo sono sempre guidate, e iniziano ogni mezz’ora, per un massimo di 12 persone alla volta.

Il monumento rimane chiuso il 25 e 26 dicembre, e l’1 e il 6 gennaio.

Ci sono due tipi di visite, quelle generali, della durata di 60 minuti, e quelle express, da 30 minuti.

Le visite generali sono date alle 11:00 in inglese, alle 12:00 in catalano e alle 13:00 in spagnolo.

Le visite express invece vengono date simultaneamente in queste tre lingue. Provate comunque ad entrare nelle visite generali, ne vale la pena, e anche se non parlate spagnolo o catalano non dovreste avere difficoltà a comprendere quanto viene detto.

Biglietti

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Il costo della visita video guidata è di €19, mentre quella guidata è di €24.

Sono previsti sconti per chi ha più di 65 anni e gli studenti (entrambe del 10%); i bambini da 6 a 12 anni pagano un biglietto ridotto, di €12, mentre l’ingresso è gratuito per i bambini fino a 5 anni.

Mappa: cosa vedere nelle vicinanze

 

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